domenica 10 maggio 2009

LA STAGIONE RIPRODUTTIVA STA ANDANDO ABBASTANZA MALUCCIO.BE SPERO DI RIPRENDERMI AL PIù PRESTO.. :-)
IL PASTONE CHE USO IN ALLEVAMANTO è FORNITO DALL'AZIENDA PASTOVIT LEADER NEL SETTORE, PER ULTERIORE INFORMAZIONI SUL PASTONE NON ESITATE A CONTATTARMI..
SALUTI
E ALLA PROSSIMA

giovedì 5 febbraio 2009

CIAO a tutti mi sto preparando per una nuova stagione riproduttiva, ho formato già le coppie speriamo bene...vi saluto e a presto avrete altre notizie

sabato 31 maggio 2008

"CANARINI NERO ROSSO INTENSO"










Nella canaricoltura di colore i canarini neri, fino a poco tempo fa denominati Nero-Bruni, sono quelli che sia sotto il profilo fenotipico e sia sotto il profilo genotipo si avvicinano di più al Serinus Ancestrale. Tale similitudine va presa con molta cautela in quanto il processo selettivo avvenuto negli anni ha allontanato il canarino nero dal cugino delle isole Canarie in maniera netta e palese. Sotto tale aspetto particolare importanza riveste la decisione della nostra Commissione Tecnica, risalente se non erro al 1997 di eliminare dallo Standard di tale canarino la presenza della feomelanina dando vita agli odierni monomelanici, ossia canarini con la sola eumelanina. Da qui il cambiamento della denominazione ufficiale da nero-bruno a nero, appellativo che personalmente non condivido in quanto la totale rarefazione della feomelanina in tale canarino mi sembra un’impresa utopistica. In questo scritto, rivolto soprattutto ai neofiti, parlerò del canarino nero descrivendo dettagliatamente lo Standard e le tecniche selettive atte a dar vita ad un ceppo di pregio. In base alla loro varietà i neri si suddividono in :

- Canarino nero giallo e Canarino nero giallo avorio
- Canarino nero rosso e Canarino nero rosso avorio
- Canarino nero bianco dominante e Canarino nero bianco recessivo

La caratteristica peculiare di tali canarini è rappresentata dall’ossidazione dell’eumelanina nera che dovrà esprimersi al massimo interessando piumaggio, zampe, unghie e becco. Le melanine che interessano il piumaggio (EU nera e tracce di EU bruna) concorrono alla formazione del cosiddetto disegno che assume denominazioni diverse a seconda della parte del mantello coinvolta, distinguendosi in: striature, vergature, marcature e mustacchi.
Anche se tutte le parti del disegno di un canarino nero sono importanti per la sua tipicità, particolare importanza rivestono le striature che interessano la testa, il dorso, il petto e i fianchi.

Le striature
partono dalla fronte e si estendono per tutto il dorso inizialmente sottili, sulla testa, per poi divenire sensibilmente più larghe sul dorso. Per essere adeguate allo standard dovranno essere lunghe, senza alcuna interruzione e più larghe possibili. In merito allo spessore delle striature bisogna sottolineare l'interferenza della categoria sul tipo, infatti, i neri brinati e soprattutto i mosaico mostreranno delle striature palesemente più larghe rispetto ai neri intensi, i quali possedendo un vessillo più stretto raramente potranno mostrare disegni particolarmente larghi.

Le vergature
invece rappresentano il disegno delle copritrici medie e sono assimilabili a delle virgole rivolte verso il dorso.
Le marcature
riguardano le remiganti, le timoniere e le copritrici primarie interessandole quasi totalmente, fatta eccezione per un sottile bordo periferico interessato da lipocromo.
I mustacchi
tipici dei serinus sono simili a dei baffi presenti all’altezza delle mandibole e risultano particolarmente evidenti nei maschi.
Queste quattro forme di disegno che come detto in precedenza dovranno esprimere la massima ossidazione, ossia dovranno manifestare un nero molto carico e brillante, staccandosi da un fondo privo di evidenti tracce feomelaniniche. A tal proposito se la presenza feomelaninica risulta di facile individuazione in un brinato o in un mosaico, essendo questa di colore bruno, lo stesso discorso non lo si può fare per gli intensi in quanto confondendosi con il lipocromo rende relativamente difficile la sua percezione ottica. Per ovviare a tale problema il neofita dovrà prestare molta attenzione al lipocromo del canarino in questione, accertandosi che sia di un colore estremamente brillante ed acceso, colori caldi e paglierini nei nero gialli sono da scartare così come sono da scartare quei canarini che presentano un lipocromo tendente al mattone nei nero rossi. Da sottolineare sotto questo aspetto è il dimorfismo sessuale, in quanto solitamente le femmine presentano tracce feomelaniniche di difficilissima estirpazione, conseguentemente quando ci troveremo davanti ad una femmina di canarino nero la guarderemo necessariamente con una certa tolleranza.
Per passare alle tecniche selettive, atte a costituire un valido ceppo di neri, bisogna evidenziare i principali difetti che morfologicamente allontanano tale canarino dallo standard previsto dalla Commissione Tecnica Nazionale.
A tal fine cominceremo a non tenere in allevamento tutti quei soggetti che presentano il disegno spezzato o troppo sottile. Nei confronti di tale regola selettiva bisognerà essere estremamente rigidi visto che il disegno troppo frammentato di un riproduttore si ripercuoterà inevitabilmente in quasi tutta la prole e successivamente sarà un’impresa ardua eliminare tale difetto. Tenere quindi solo i soggetti che presentano le striature lunghe e larghe.
Un discorso diverso invece va fatto per l’ossidazione, infatti, se lo standard prevede zampe, unghie e becco estremamente intrisi di nero bisogna tener conto del cosiddetto fenomeno “Pelle Nera”. Tale manifestazione fenotipica si presenta quando viene applicata una selezione esageratemente spinta a favore dei soggetti più neri, ma oltre ad interessare l’aspetto morfologico l’eccesso dell’ormone responsabile della formazione dell’eumelanina nera produce canarini generalmente sterili ed in continua muta. Per non incappare in tale inconveniente è sempre saggio applicare il principio della compensazione, accoppiando un soggetto molto ossidato con uno che presenta la pelle e le parti cornee un po’ più chiare. Ultima, ma non in fatto d’ importanza, rimane la scelta, da parte dell’allevatore, dei soggetti privi di feomelanina fatta eccezione per le femmine che come detto in precedenza vanno osservate con una certa tolleranza in quanto presentano tracce feomelaniniche di difficile eradicazione.

domenica 18 maggio 2008

CURIOSO SU COME AVVIARE UN ALLEVAMENTO DI CANARINI? ALLORA COSA ASPETTI! DAI UNO SGUARDO A QUESTO ARTICOLO! Poi....... lascia un commento !

Non esistono grandi difficoltà nell'allevamento dei canarini, ma sono tanti gli amatori che ogni anno si cimentano nell’Allevamento del canarino, pensando che la cura e il mantenimento di qualche coppia di canarini sia di poco conto e facile gestione. È un grave errore credere che sia sufficiente procurarsi una coppia qualunque di canarini per essere sicuri del successo. Ci sono alcuni principi fondamentali che l’aspirante Allevatore deve seguire se vuole mettersi in condizioni ideali di partenza per ottenere buoni se non ottimi risultati nell’Allevamento di questi uccelli. Il periodo migliore per procurarsi dei validi soggetti da Riproduzione è tra Ottobre Novembre. In questo periodo la maggioranza dei canarini ha terminato la muta, si offrono dunque in tutta la loro bellezza con le piume appena rinnovate. Gli uccelli destinati alla riproduzione devono essere preparati al lavoro che li attende durante le cove, quindi si avrà tutto il tempo per gestire una buona preparazione alle cove dei futuri Riproduttori. Prima dell’acquisto degli uccelli, bisogna sapere quale tipo di canarino si ha intenzione di allevare. Chi si affaccia per la prima volta in questo mondo, forse non sa che in Italia esistono molti appassionati Allevatori iscritti alla FOI (Federazione Ornicoltori Italiani), che allevano in modo amatoriale e competitivo uccelli di razze diverse, confrontandosi in tutto il periodo invernale in moltissime mostre, organizzate da Associazioni Ornitologiche affiliate alla FOI. È qui che s’incontrano Allevatori, che ogni anno producono canarini di tutte le razze, è da loro che il Novizio deve acquistare canarini con queste caratteristiche:

1) Canarini giovani dell’anno in corso in possesso d’anellino inamovibile, dove è inciso Il codice RNA dell’Allevatore - L’anno di nascita del canarino - un numero progressivo - sigla della Federazione che consegna l’anellino.


2) I Soggetti devono possedere occhi vivi e brillanti, non devono rimanere immobile sul posatoio o in un angolo della gabbia, il piumaggio deve presentarsi liscio, luminoso e aderente al corpo, non deve gonfiarsi “Impallato” ne presentarsi con piume arruffate e occhio appannato.

3) in Novembre i canarini devono essere bene in carne, soffiando sotto il ventre si scopre il ventre che deve essere di colore colore giallo chiaro, se porta delle macchie scure è segno che il soggetto a problemi al fegato, se si presenta gonfio arrossato è segno di disturbi intestinali, se avvicinando il canarino al nostro orecchio sentiamo dei fischi è perché il soggetto soffre d’asma.
Acquistando soggetti per i quali abbiamo osservato queste norme di scelta ci si trova già a buon punto. Bisognerà poi provvedere ad un alloggiamento consono e ad una giusta alimentazione per far vivere al meglio i nostri amici che ci sapranno ripagare al momento giusto con tante soddisfazioni e magari con la loro riproduzione.
I canarini vengono allevati da secoli in cattività e non saprebbero adattarsi allo stato libero. La gabbia è la loro casa,ma occorre che questa abbia dei requisiti fondamentali.
Non bisogna prendere in considerazione gabbie che abbiano una lunghezza inferiore ai 45cm, logicamente più la gabbia è grande e meglio staranno i canarini che avranno la possibilità di fare dei piccoli voli .
Essenziale e la praticità delle gabbie che devono essere di forma semplice e lineare in modo da poter effettuare interventi igienici in maniera rapida ed efficace.
Le gabbie dovranno essere sistemate in locali privi di correnti d'aria, fumo, sole diretto, polvere.
Si possono collocare i canarini anche all'aperto facendo attenzione alle correnti d'aria magari riparando la gabbia in mobili adibiti all'uso o semplicemente rivestendola con dei fogli di plastica assicurando logicamente una corretta areazione.
Sbagliatissimo tenere i canarini all'esterno di giorno e all'interno di notte, si corre il rischio d'incorrere in raffreddature e false mute.
I canarini vanno nutriti con una miscela di semi,regolarmente integrata con sostanze vegetali fresche come la verdura e al frutta, con minerali e con alimento di particolare valore energetico e proteico qual' è il pastoncino o biscotto all'uovo.
Di miscele di semi se ne trovano già pronte in commercio sia sfuse che sigillate l'importante che siano di qualità e cioè siano prive di polveri, equilibrate e soprattutto non vecchie.
I canaricoltori esperti generalmente preferiscono acquistare i semi separatamente e comporre le miscele secondo le proprie esigenze.
Due o tre volte alla settimana sarà opportuno somministrare in una mangiatoia separata una piccola dose di un'altra miscela composta in parti uguali da semi di lattuga,cicoria,e papavero;semi piccoli e costosi.
Questi semi sono considerati condizionatori, servono cioè a mantenere in forma durante tutto l'anno e soprattutto all'epoca della riproduzione; conviene somministrare mezzo cucchiaio a testa ogni due giorni all'epoca degli amori e dosi ridotte nelle altre stagioni.
Anche la spiga di panico appesa alla gabbia risulta molto gradita ai canarini.
Tutti gli uccelli granivori abbisognano regolarmente di sostanze vegetali fresche, ricche di vitamine. Un bravo allevatore farà in modo che ogni giorno nella gabbia ci sia un pezzetto di frutta zuccherina o un pò di verdura fresca.
Tra le verdure più gradite dai canarini ci sono : lattuga, cicoria, scarola, cavolo, broccolo, spinaci, invidia, radicchio, cetriolo, pomodori maturi, carota.
Le verdure vanno somministrate perfettamente lavate ed asciugate.
La frutta più indicata per i canarini è la mela, ma anche altra frutta di stagione ben matura risulta appetibile a patto che si riesca ad abituarli al consumo di questi alimenti
Ogni tipo di frutta va somministrata in piccole dosi in modo da essere consumata prima che si deteriori.
Anche gli uccelli granivori necessitano di piccole dosi di sostanze nutritive di origine animale che in gabbia potranno essere rappresentate da una fettina di uovo sodo oppure come alternativa il biscotto all'uovo.
Tutti i canarini dovranno disporre durante tutto l'anno d'integratori minerali,tra cui l'osso di seppia e il grit con aggiunta di polvere di carbone dolce.
Nelle località dove l'acqua potabile non è ottima sarà opportuno utilizzare acqua minerale, alla quale potranno essere aggiunti all'occorrenza integratori vitaminici o semplicemente un poco di bicarbonato di sodio (5mg/l) una volta alla settimana per aiutare i processi digestivi.


LA DELICATA FASE STAGIONALE DELLA MUTA DEL PIUMAGGIO

Ritengo occorra fare una precisazione. In natura il ciclo vitale dei volatili è comandato dalle stagioni, all'inverno con giornate corte e con limitate qualità e quantità di alimentazione consona per i volatili granivori, segue la primavera con l'allungarsi delle giornate che porta con se il risveglio della natura, abbondanza di semi immaturi di svariate qualità e tempi di maturazione (cibo esclusivo per i canarini allo stato naturale), bacche frutta e naturale abbondanza di cibo.sia in qualità che quantità. E' chiaro che in questo contesto, l'attività riproduttiva avrà inizio in primavera. Per un canarino domestico che non ha gli stimoli dell'aumento della possibilità dell'alimentazione e dei semi immaturi (alla gran parte dei canarini domestici sconosciuti) l'unico elemento che ha di variazione stagionale è la durata della luce.
Il piumaggio degli uccelli ha una struttura delicata e finisce per rovinarsi col passare del tempo, da quì la necessità di un suo rinnovo totale una volta l'anno, al termine della stagione riproduttiva.
In verità gli uccelli possiedono ghiandole a secrezione interne che, vengono attivate da alcuni ormoni, deputate a particolari attività e che entrano in funzione in determinati periodi dell'anno influenzate dalla durata giornaliera della luce (fotoperiodo). L'attività di queste ghiandole si traducono esteriormente in iper-attività o ipo-attività.
La nidificazione viene attivata dalla tiroide, della ghiandola surrenale, dall'ipofisi che stimolano le gonadi maschili e femminili (ovaia e testicoli) producendo in un caso l'estro atto alla riproduzione.La muta è provocata dalla riduzione del fotoperiodo naturale o ambientale che incrementando gli ormoni della tiroide, provoca una brusca caduta nel sangue del tasso di ormoni sessuali e causa l'involuzione ormonale delle gonadi ed il termine della fase riproduttiva.
Il piumaggio dei canarini è composto di PENNE e PIUME, la differenza è costituita dalla struttura e dalla funzione che esse assolvono.in generale; pertanto, è più corretto parlare di penne visto che il piumaggio di un canarino ne è composto in gran maggioranza e che le piume sono in minor misura e tutte nascoste dalle penne. Se un uccello perde qualche penna o piuma in qualsiasi momento dell'anno, la rinnova in breve volgere di tempo (30 - 40 giorni), ma un ricambio totale del rivestimento plumeo viene portato a termine annualmente.Tale processo biologico denominato muda, o più comunemente muta, impone all'organismo dei canarini uno sforzo particolare, che si verifica in un periodo immediatamente successivo allo sforzo già effettuato per la procreazione e lo svezzamento dei nidacei per cui è consigliabile l'adozione di alcuni accorgimenti da parte dell'allevatore. Il ricambio rappresenta il 2-3% del peso corporeo del canarino.
In realtà ogni anno si verificano due mute:una parziale che non coinvolge mai le penne remiganti e timoniere, e che avviene nel mese di marzo, ed in genere passa inavvertita e non richiede attenzioni particolari.
La muta vera e propria è effettuata di solito tra agosto e settembre, ma talvolta ha inizio nel mese di luglio.
La muta dal piumaggio avviene in tempi e con modalità differenti tra adulto, adulto anziano e nidiaceo.
Muta negli adulti:
Normalmente per gli adulti, avviene subito dopo aver portato a termine l'ultima covata annuale ed il ricambio delle penne è totale, ma non tutti i canarini entrano in muta contemporaneamente e la sua durata può variare da volatile a volatile.
Muta negli anziani: i canarini "anziani" hanno normalmente una muta difficoltosa, dovuta al prolungarsi della crescita delle nuove penne, ed alla mancata ricrescita di alcune, e negli ultimi anni di vita, il canarino appare sempre più “spennacchiato” e quasi in perenne muta.
Muta nei novelli: I giovani dell'annata, però, possono ritardare un poco in quanto non mutano prima dei 40 giorni dalla nascita e rinnovano solo le piume non rinnovando remiganti e timoniere (salvo che non siano stati spiumati dai genitori).
Durata della muta:
La durata della muta, di norma si protrae per un mese e mezzo o due mesi (circa 6 settimane). l'ipofisi (ghiandola endocrina) svolge svariate funzioni tra le quali l'aumento del flusso sanguigno alle papille poste alla base di ciascuna penna che stimolano i follicoli alla formazione di nuove penne e piume e che crescendo espellono dal follicolo le vecchie penne facendole cadere.
Mancata muta:
Alcuni esemplari possono non effettuare nel corso di un anno il processo della muta del piumaggio, ma se per il resto risultano in normali condizioni, non è il caso d'intervenire, se invece appaiono in non buone condizioni fisiche o se,trattandosi di femmine, persistono nel voler continuare la nidificazione, l'intervento dell'allevatore è indispensabile. Alle canarine dev'essere assolutamente impedita ogni ulteriore fatica riproduttiva, cercando di far cessare gli stimoli alla nidificazione con un'alimentazione calmante. Alcuni allevatori sono soliti strappare qualche penna remigante e timoniere per stimolare l'inizio della muta. Tutti i canarini che non effettuano la muta ed appaiono in cattiva salute, vanno collocati in ambiente caldo (gabbia infermeria, od altro) e tenuti in penombra ed il più possibile tranquilli.
Ritardo muta per le femmine: Nella femmina dei canarini tenuti in gabbia, l'estro riproduttivo ha una durata superiore a quella del maschio sarebbe opportuno non affaticarla inutilmente, per far cessare questo istinto ed accellerare il processo di andata in muta. Nel caso di persistenza, si possono utilizzare i seguenti metodi in progressione (se non funziona il primo se ne aggiunge il secondo e così via).
1) Spostare la gabbia in altro luogo.
2) Rendere in penombra l'ambiente in cui sono posizionati.
3) Sospendere temporaneamente l'alimentazione proteica e rendere l'alimentazione sempre temporaneamente spartana escludendo i semi più calorici e riscaldanti .
4) Strappare alcune timoniere ed alcune piume dell’addome e del groppone che vengono via facilmente (una alla volta!)


  • Temperatura: Durante la muta, nella stagione estiva la temperatura ambiente non dovrebbe scendere al di sotto dei 18° centigradi, altrimenti si profila il pericolo che un improvviso raffreddamento arresti il processo fisiologico in corso. Le condizioni ideali sarebbero ambiente fresco e stabilità della temperatura.
  • Fotosensibilità: I volatili in muta non gradiscono i raggi solari ed hanno bisogno di un ambiente tranquillo ed in lieve penombra. Il bagno va consentito purchè sia evitata anche la minima corrente d'aria. Le condizioni ideali sarebbero ambiente in leggera penombra e stabilità dell'intensità e della durata dell'illuminazione (con le normali varianti della giornata!). Condizioni diverse potrebbero essere nocive. ricordare che stiamo parlando di luminosità e non di durata della luce (la durata della luce naturale da giugno diminuisce!).
  • Ventilazione: Si consiglia in specie in questo periodo di far usufruire I canarini di un regolare ricambio d'aria evitando aria stagnante e le correnti d'aria.
    Condizioni diverse di luminosità temperatura e ventilazione, potrebbero essere nocive.
  • Bagnetto: Il bagnetto quotidiano può favorire il rinnovo del piumaggio.
  • Alimentazione: L'allevatore dovrà fornire un'alimentazione leggera ma nutriente, ricca di vitamine (soprattutto B e D) e di sali minerali, perciò si dovrà fare giusto ricorso alle sostanze vegetali fresche, integrate da modiche quantità di lipidi e proteine.
    Alimentazione Lipidi = Grassi: I lipidi in modica quantità, sono essenziali per una corretta pigmentazione dei canarini di colore (particolarmente per i lipocromici). L'aumento del tenore dei grassi nell'alimentazione può essere ottenuto aumentando la dose delle sementi oleose (ottimo il seme di lino) o grassando leggermente il pastoncino con oli vegetali (olio di girasole) o la solita farina di mais (addizzionata al 2% con olio di mais) attenzione, l'olio è soggetto ad irrancidirsi e quello di oliva non è sempre tollerato data la sua normale acidità). Gli acidi grassi della serie Omega 3 ed Omega 6 (quest'ultimo contenente acido linoleico ed acido gamma - linoleico) sono indispensabili per la salute del canarino e possono essere assunti solo tramite l'alimentazione (semi) risultando essere indispensabili per un corretto sviluppo fisico, e svolgono un indispensabile ruolo protettivo sulla pelle e sul piumaggio influenzando lo spessore e la durezza della pelle contribuendo a limitare o eliminare le problematiche legate ai lumps ed a permettere la fuoriuscita della penna dal suo pterilio. La pelle dovrebbe essere fine come un “velo di cipolla”. La Camelina sativa È un seme che, grazie agli olii Omega 3 e Omega 6 ivi contenuti è molto utile per lo sviluppo dei nidiacei e per la fase di muta. La somministrazione di una certa quantità di semi oleosi da aggiungere ai semi chiari, dovrebbe cessare al termine della muta, per non permettere ai canarini di metabolizzare tali acidi grassi provocando grassezza inopportuna e controproducente per la riproduzione.
  • Alimentazione proteica: Durante la muta le proteine costituiscono un fattore determinante per sisntetizzare la cheratina con cui sono costruite le piume. L'uovo sodo costituisce un ottimo apportatore di proteine ricche di aminoacidi solforati che tra l'altro permettono l'assunzione da parte dell'organismo dello zolfo (elemento molto utile durante il ricambio delle piume dato che concorre alla loro composizione insieme alla cheratina e ad altre sostanze). La Camelina sativa grazie al suo tenore proteico che si attesta tra il 18 ed il 20% è un buon alimento anche in quanto contiene gli olii Omega 3 e Omega 6. Giova la somministrazione di pinoli, ravizzone, colza, lino, avena perlata.
    Integratori minerali: Nel periodo in cui si verifica la muta i volatili devono disporre di integratori minerali. Inoltre giova la somministrazione e l'aggiunta di bicarbonato di sodio nell'acqua da bere.
  • Alimentazione dannosa: L'alimentazione con farine alimentari integrate con sfarinato di penne e piume è inutile e controproducente. Gli enzimi digestivi intestinali (proteasi) non riescono a matabolizzare la proteina della cheratina che costituisce l'intera struttura della piuma, la cheratina allo stato puro non è assimilabile! e dato che questi integratori sono prodotti tramite la polverizzazione delle piume di altri volatili, non si esclude una possibile contaminazione biologica.
  • Canto: Durante la muta i canarini sono meno vivaci e cessano di cantare infatti il canto viene sfoderato per rendersi attraenti al partner. In questo periodo sussistendo un acuto sopore sessuale, i canarini quasi smetteranno di cantare se non altrimenti sollecitati.... lo spirito di competizione però sussiste sempre! Per verificare l'eventuale presenza di maschi tra i giovincelli potreste utilizzare il sistema di far ascoltare un gorgheggiare registrato e probabilmente per emulazione inizieranno a gorgheggiare (i giovani in maniera sommessa come se si preparassero ad un concerto!) Servirà oltre tutto per quasi farli partecipare ad una selezione canora con un maestro di canto... scegliete una registrazione di un buon cantore!Nel caso ci fosse la necessità di distinguere tra i giovani i maschi dalle femmine il metodo da me utilizzato è quello dopo aver individuato il presunto maschio (alcune femmine gorgheggiano anche ma in maniera più rudimentale), di inanellarlo con un anellino di plastica spaccato rosso.
  • Fotoperiodo e muta: I canarini sono dotati di un meccanismo di fotosensibilità molto delicato. Una volta raggiunto il fotoperiodo adeguato, questo deve essere mantenuto costante senza sbalzi, altrimenti una mancanza di luce o un fotoperiodo variabile costituirà uno stimolo per il blocco della riproduzione e l’induzione della muta Anche un fotoperiodo più lungo può causare un accorciamento del periodo riproduttivo ed una muta precoce. Una volta che inizia la muta termina immediatamente l’attività riproduttiva. Il fotoperiodo non deve superare le 17 ore di luce il giorno, potrebbe creare scompensi, in natura non esiste un fotoperiodo pari se non ai poli dove normalmente non ci sono canarini!
  • Debilitazione: Il 50% delle morti dei canarini, avviene nel periodo della muta, non necessariamente per malattie prese in questo periodo, ma semplicemente perchè essendo un periodo in cui sono indeboliti, possono risentire anche di vecchi acchiacchi.
  • Accorciare: Al termine della muta bisogna controllare la punta del becco e le unghie per accertare che non presentino lunghezza eccessiva, nel caso si spunta l'eccedenza con un taglia-unghie, per il becco tenendolo in modo che il taglio avvenga dai due lati e non da sopra a sotto, per le unghie ad almeno due millimetri dopo la fine della venuzza che si vede nell'unghia. L'accorgimento di mettere a disposizione l'osso di seppia eviterà un abnorme crescita del becco, così come il dotare le mangiatoie di posatoi lima-unghie eviterà l'abnorme crescita delle unghie.
  • Coppie: Già dopo la muta dei novelli, si formano le coppie. Queste dormono insieme, uno vicino all'altro, cercano il contatto con il corpo del loro partner si imbeccano a vicenda e si grattano la testa la dove il loro becco non riesce ad arrivare.

sabato 10 maggio 2008

CANARINI DI FORMA E POSIZIONE LISCI

YORKSHIRE
Le origini dello YORKSHIRE sono tra le più sicure che conosciamo e non solo per la sua recente apparizione, quanto per il documentato impegno di alcuni allevatori inglesi che, intorno al 1870, come testimoniano scrittori dell'epoca, utilizzarono il vecchio gigante Lancashire ed i primi Bossu appena sbarcati in Inghilterra dal continente, per ottenere canarini dalle caratteristiche predefinite anche se, in effetti, già 50 anni prima a Bredsford, veniva allevato un "canarino lungo, fine e di posizione eretta".Verso il 1940 si introdusse nel ceppo il Norwich che conferi allo YORKSHIRE quella mirabile combinazione di eleganza e potenza che ne fa, attualmente, il «gentleman" indiscusso dei canarini.








SCOTCH FANCY
E' indubbia l'origine dello SCOTCH dal BOSSU. Il vecchio nome di 'Girvin' con il quale fu chiamato all'inizio - siamo ai primi anni del 1800 - altro non è che il nome di una città scozzese, sul mare, dove qualche viaggiatore o marinaio aveva portato dal continente il già notissimo Bossu.All'inizio, quindi, lo SCOTCH non è altro che il Bossu importato in Scozia e chiamato a seconda del posto"Girvin", "Scotch Fancy' o "Glasgow Fancy".